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Autore

Massimo Panchetti

iscritto il: 14/03/2017
messaggi: 43

data:
16/03/2017 21:07

Forum: FUNGHI DA DETERMINARE

Lepista caespitosa (Bres.) Sing.

[color=#000080]Lepista caespitosa (Bres.) Sing.
Lepista caespitosa (Bres.)Sing.
Un secondo, interessante, reperto inviatomi dall'amico Bruno de Ruvo con una premessa da parte sua (ed una speranza): quella di aver finalmente trovato e fotografato la "fantomatica" Clitocybe amoenolens, sosia italiana della giapponese C. acromelalga, responsabile di una sindrome dolorosissima (acromelalgica) da cui pare non essere estranea anche la cugina italiana che, specialmente in Abruzzo, si dice sia presente.
Scontato che già vedendo la foto ho escluso tale possibilità, in quanto a mio ricordo C. amoenolens ha colori camoscio e ricorda molto nella forma una Lepista inversa (o flaccida per coloro che non sinonimizzano le due entità); il bello è però venuto al momento di "mettere il naso" in quei reperti per cercare di dare loro un nome: una cosa è trovare un reperto, rigirarselo in mano, annusarlo e assaggiarlo, vedere colori e sfumature...altro è ricevere un exsiccatum ed una foto e misurarsi con una ricerca vasta; tre i Generi da me ritenuti possibili: Leucopaxillus, Clitocybe, Lepista (e qui già avere in mano il fungo fresco avrebbe aiutato molto) con una propensione per il primo e l'ultimo, date le dimensioni importanti, le lamelle con tonalità di ocra/rosato, il bordo del cappello involuto e noccheruto.
Mi son detto: la micro risolverà tutto! mica tanto.....alla fin fine!
Ho affondato il naso nei volumi 2 e 4 della Flore Mycologique d'Europe del buon Marcel Bon (visto che la mia bibbia "Neerlandica" mi ha lasciato a bocca asciutta)con l'intento di dirimere quanto i vetrini e le immagini micro avevano evidenziato: spore ellissoidali, grossolanamente bitorzolute con verruche talvolta anche collegate e diverse cavità nella superficie di (5,14)5,93-6,75 X (3,60)4,11-4,71 con Q= 1,43-1,44; pileipellis una cutis con ife del sub-imenio piuttosto intrecciate ed emergenti raramente con elementi terminali un pò rigonfi, bruni, interessati da pigmento membranario piuttosto evidente.
Ora, al di là delle differenze macromorfologiche tra un Leucopaxillus ed una Lepista (a detta di Bruno le lamelle erano però secedenti) la sinonimia microscopica era individuata anche per Leucopaxillus rhodoleucus che mi ha a lungo imbarazzato...anche perché nel mare della microscopia di Lepista ci si può anche perdere vista la uniformità dei caratteri. Alla fine ho optato per quest'ultimo Genere ed allora non restava che catapultarsi sulla sessantina di specie esaminate dal Bon, suddivise nei tre Sottogeneri Paralepista (con caratteri che ricordano Lepista inversa, flaccida, gilvae,...) Lepista (densifolia, rickenii....) e Rhodopaxillus (tòh, ritorna l'idea di un Paxillus....mi son detto...) che ha una silouette tricholomoide (appunto) ma soprattutto un pigmento membranario dominante (appunto) e che, nella Sezione Rhodopaxillus vede la presenza di L. caespitosa che ha caratteri microscopici sovrapponibili ai nostri esemplari e che merita di essere separata dalla vicina subconnexa (Murr.) Harm.se non altro perché questa possiede spore finemente echinulate, mentre le nostre sono grossolanamente rugose, oltre che decisamente più piccole.
Queste le nostre conclusioni, che tuttavia ci lasciano piuttosto perplessi sulla "vastità" delle vicinanze microscopiche del Genere, al punto che ogni appunto al riguardo sarà sicuramente accolto in modo benevolo. Grazie MAX PANK.[/color]

allegato:
54_0f60f28024d43282976699cd8847e970.jpg

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Massimo Panchetti

iscritto il: 14/03/2017
messaggi: 43

data:
16/03/2017 21:07

Forum: FUNGHI DA DETERMINARE

Lepista caespitosa (Bres.) Sing.

[color=#000080]Lepista caespitosa (Bres.) Sing.
Lepista caespitosa (Bres.)Sing.
Un secondo, interessante, reperto inviatomi dall'amico Bruno de Ruvo con una premessa da parte sua (ed una speranza): quella di aver finalmente trovato e fotografato la "fantomatica" Clitocybe amoenolens, sosia italiana della giapponese C. acromelalga, responsabile di una sindrome dolorosissima (acromelalgica) da cui pare non essere estranea anche la cugina italiana che, specialmente in Abruzzo, si dice sia presente.
Scontato che già vedendo la foto ho escluso tale possibilità, in quanto a mio ricordo C. amoenolens ha colori camoscio e ricorda molto nella forma una Lepista inversa (o flaccida per coloro che non sinonimizzano le due entità); il bello è però venuto al momento di "mettere il naso" in quei reperti per cercare di dare loro un nome: una cosa è trovare un reperto, rigirarselo in mano, annusarlo e assaggiarlo, vedere colori e sfumature...altro è ricevere un exsiccatum ed una foto e misurarsi con una ricerca vasta; tre i Generi da me ritenuti possibili: Leucopaxillus, Clitocybe, Lepista (e qui già avere in mano il fungo fresco avrebbe aiutato molto) con una propensione per il primo e l'ultimo, date le dimensioni importanti, le lamelle con tonalità di ocra/rosato, il bordo del cappello involuto e noccheruto.
Mi son detto: la micro risolverà tutto! mica tanto.....alla fin fine!
Ho affondato il naso nei volumi 2 e 4 della Flore Mycologique d'Europe del buon Marcel Bon (visto che la mia bibbia "Neerlandica" mi ha lasciato a bocca asciutta)con l'intento di dirimere quanto i vetrini e le immagini micro avevano evidenziato: spore ellissoidali, grossolanamente bitorzolute con verruche talvolta anche collegate e diverse cavità nella superficie di (5,14)5,93-6,75 X (3,60)4,11-4,71 con Q= 1,43-1,44; pileipellis una cutis con ife del sub-imenio piuttosto intrecciate ed emergenti raramente con elementi terminali un pò rigonfi, bruni, interessati da pigmento membranario piuttosto evidente.
Ora, al di là delle differenze macromorfologiche tra un Leucopaxillus ed una Lepista (a detta di Bruno le lamelle erano però secedenti) la sinonimia microscopica era individuata anche per Leucopaxillus rhodoleucus che mi ha a lungo imbarazzato...anche perché nel mare della microscopia di Lepista ci si può anche perdere vista la uniformità dei caratteri. Alla fine ho optato per quest'ultimo Genere ed allora non restava che catapultarsi sulla sessantina di specie esaminate dal Bon, suddivise nei tre Sottogeneri Paralepista (con caratteri che ricordano Lepista inversa, flaccida, gilvae,...) Lepista (densifolia, rickenii....) e Rhodopaxillus (tòh, ritorna l'idea di un Paxillus....mi son detto...) che ha una silouette tricholomoide (appunto) ma soprattutto un pigmento membranario dominante (appunto) e che, nella Sezione Rhodopaxillus vede la presenza di L. caespitosa che ha caratteri microscopici sovrapponibili ai nostri esemplari e che merita di essere separata dalla vicina subconnexa (Murr.) Harm.se non altro perché questa possiede spore finemente echinulate, mentre le nostre sono grossolanamente rugose, oltre che decisamente più piccole.
Queste le nostre conclusioni, che tuttavia ci lasciano piuttosto perplessi sulla "vastità" delle vicinanze microscopiche del Genere, al punto che ogni appunto al riguardo sarà sicuramente accolto in modo benevolo. Grazie MAX PANK.[/color]

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